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A Brescia la pizza col ragù campano di chef Ciro Di Maio celebra la tradizione napoletana

Il profumo del ragù che sobbolle per ore nella pentola, la casa che si riempie di vapore e attesa, la domenica che prende forma attorno al tavolo.

Da quell’immaginario nasce la nuova creazione di Ciro Di Maio, pizzaiolo e chef napoletano trapiantato a Brescia, che in occasione della prima Giornata del Ragù Napoletano – istituita dalla Regione Campania per la seconda domenica di novembre – ha voluto rendere omaggio alla sua terra con una pizza che racconta una storia: quella delle nonne, delle case che profumano di sugo e del tempo che scorre lento.

Nel suo locale San Ciro di via Sorbanella, oggi punto di riferimento per la pizza verace in città, Ciro reinterpreta il classico ragù partenopeo trasformandolo in un topping di emozione e memoria.
Una base napoletana a lunga lievitazione, cotta nel forno a legna, accoglie un sugo preparato secondo la tradizione: braciole di manzo, tracchiulelle, cotiche e salsiccia, cotti a fuoco lento per ore, poi bilanciati da mozzarella fior di latte o provola affumicata e completati da un filo d’olio DOP e da profumatissime foglie di basilico.
Un piatto che è al tempo stesso pizza, racconto e manifesto d’amore.

«Il ragù non è un sugo, è una storia che si racconta ogni domenica» – spiega lo chef. «È il profumo che ti riporta a casa, anche se sei lontano».

Nato a Frattamaggiore nel 1990, Ciro Di Maio ha costruito la sua carriera tra sacrificio e passione. Dopo gli studi all’alberghiero e i primi lavori nelle pizzerie di quartiere, nel 2010 si trasferisce in Lombardia. In pochi anni passa da dipendente a imprenditore, fino a fondare San Ciro, oggi gestito insieme a una squadra giovane e affiatata.
Nel suo menù, ingredienti che raccontano l’Italia: pomodorini del Piennolo, olio DOP, mozzarella e ricotta di bufala campana, porchetta di Ariccia IGP. Ma la sua vera firma resta la manualità. “Odio le pizze perfette”, dice ridendo. “Ogni impasto deve parlare, avere un carattere suo. È l’imperfezione che la rende viva”.

Tra le foto appese alle pareti del locale – calciatori, volti noti, clienti diventati amici – si respira un’atmosfera di casa. È quella stessa umanità che Ciro porta nei suoi progetti sociali: corsi di formazione nel Rione Sanità, lezioni online per gli studenti dell’Istituto Alberghiero D’Este Caracciolo e laboratori di pizzaiolo nelle carceri lombarde, convinto che “un impasto possa cambiare una vita”.

Con la sua pizza al ragù, Ciro riporta in tavola il gusto dell’appartenenza.
«È la mia dedica alla Campania e a tutte le nonne che girano il sugo la domenica. Brescia è la mia seconda casa, ma il ragù è la mia origine: è la voce del Sud che continua a parlarmi, anche a chilometri di distanza.»

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