Passa ai contenuti principali

Diego Vitagliano apre “10 Diego Vitagliano in teglia”

Diego Vitagliano apre “10 Diego Vitagliano in teglia”: il nuovo tempio della pizza in teglia e dei fritti nel cuore di Napoli

Diego Vitagliano continua a correre. Dopo l’apertura romana, il maestro pizzaiolo napoletano – n.2 50 Top Pizza Italia 2025 e insignito dei Tre Spicchi Gambero Rosso – firma un’altra importante tappa della sua crescita esponenziale: il 18 novembre 2025 nasce “10 Diego Vitagliano in teglia”, un nuovo locale interamente dedicato alla pizza in teglia e ai fritti, nel cuore pulsante di Napoli.

Una scelta sorprendente per chi associa Vitagliano alla sua inconfondibile pizza tonda contemporanea, ma perfettamente coerente con la sua filosofia: sperimentare, evolvere, aprire nuove strade senza tradire la tradizione.

Pizza in teglia e fritti: la nuova sfida di Diego Vitagliano

Questa nuova apertura punta tutto sullo street food di qualità, pensato per essere gustato rapidamente ma senza rinunciare al lavoro di ricerca che da anni distingue Vitagliano. La pizza in teglia diventa protagonista: leggera come una nuvola dentro, croccante fuori, con topping creativi e ben bilanciati, in pieno stile Diego.

Accanto alle pizze, non potevano mancare i fritti iconici, tra cui lo storico Spaghetto di Mezzanotte, una frittatina di spaghetti che ormai è culto: aglio, olio, peperoncino, besciamella, crumble di frutta secca e corn flakes. Una dichiarazione d’amore alla golosità più pura.

Una nuova apertura “diversa”, nel cuore di via Toledo

“10 Diego Vitagliano in teglia” sorge in via Toledo 367, affacciato su Piazza Carità: la Napoli più viva, centrale, attraversata ogni giorno da migliaia di persone.
L’apertura ufficiale si è tenuta il 18 novembre alle 18.30.

Il locale rispecchia lo stile riconoscibile del brand: moderno, curato, dai toni caldi tra grigi e marroni, con un grande bancone centrale che accoglie il cliente e sottolinea l’anima dinamica del format.
Niente tavoli: solo mensole snack e sgabelli, per un’esperienza veloce, immediata, street.

Un progetto che racconta una visione

Vitagliano spiega così questa nuova avventura:

“Nonostante i grandi risultati, mi piace continuare a mettermi in gioco. La pizza in teglia sta vivendo un momento di rinascita: voglio dire la mia anche qui, avvicinando i napoletani a un format diverso rispetto allo street food tradizionale.”

Un approccio che non stupisce chi conosce il suo lavoro. Negli anni, Vitagliano ha portato avanti una vera rivoluzione degli impasti: dalla pizza napoletana contemporanea alla pizza croccante, dalla rustichella al senza glutine. Innovazione, ricerca, alta digeribilità: tre pilastri che hanno reso il suo brand uno dei più influenti della pizza italiana.

Una storia fatta di studio, visione e coraggio

Napoletano classe 1985, Diego Vitagliano inizia giovanissimo, passando dai trasporti delle pizze alla rosticceria, per poi approdare al banco per volere del padre. Dal 2013 avvia un percorso intenso di studio sugli impasti – biga, poolish, tecniche panificatorie – che lo porterà a definire la pizza napoletana contemporanea, con il cornicione pronunciato e impasti ad alta idratazione.

Le sue pizzerie raccolgono premi ovunque: dalla 50 Top Pizza al Gambero Rosso, fino ai riconoscimenti internazionali. Oggi conta cinque sedi:

  • Napoli Santa Lucia

  • Napoli Bagnoli

  • Pozzuoli

  • Roma

  • e ora Napoli Toledo, con il nuovo format in teglia.

Accanto alle pizze, Diego si dedica anche alla pasticceria lievitata e ha recentemente pubblicato il libro “La pizza napoletana tra creatività e tradizione”.

Un nuovo indirizzo imperdibile per gli amanti dello street food d’autore

Con “10 Diego Vitagliano in teglia”, Napoli guadagna un nuovo luogo del cuore: un punto di riferimento per chi vuole assaggiare una pizza in teglia moderna, leggera, golosa, e per chi cerca fritti che parlino napoletano con personalità e fantasia.

Un altro passo avanti per un pizzaiolo che continua a reinventarsi senza perdere radici e identità.


Commenti

Post popolari in questo blog

Arburent – Osteria di Confine: Castelnuovo Scrivia riscopre i sapori delle Quattro Province

Arburent – Osteria di Confine: Castelnuovo Scrivia riscopre i sapori delle Quattro Province Castelnuovo Scrivia (AL) si prepara ad accogliere una nuova esperienza gastronomica: “ Arburent – Osteria di Confine ” , il progetto firmato dallo chef Federico Costa , giovane talento piemontese, che torna nella sua città natale per raccontare con la cucina l’anima del territorio. L’apertura è prevista per metà novembre 2025 . Un’osteria tra tradizione e contemporaneità Il nome Arburent , dal dialetto locale “prezzemolo”, simboleggia la semplicità e la capacità di legare elementi diversi, proprio come i sapori delle Quattro Province : Alessandria, Pavia, Genova e Piacenza . Qui, la pianura incontra l’Appennino e i dialetti si mescolano, dando vita a una biodiversità culinaria unica , fatta di carni, salumi artigianali, verdure spontanee e pesce proveniente dal Mar Ligure lungo le Vie del Sale . L’Osteria di Confine di Costa sarà un locale intimo, con pochi coperti, grande cura al dettaglio...

Eretici - Milano ospita la prima Convention: salute, ambiente e cibo sostenibile

  Milano ospita la prima Convention Eretici: salute, ambiente e cibo sostenibile Milano , 25 ottobre 2025 – La Fondazione “Riccardo Catella” apre le porte alla prima edizione della Convention Eretici , un evento dedicato a un futuro più sano e sostenibile, con focus su One Health e sovranità alimentare . One Health: salute integrata L’approccio One Health sottolinea l’interconnessione tra salute umana, animale e ambientale. La convention punta a promuovere politiche agricole che rispettino l’ambiente, tutelino la biodiversità e garantiscano equità nell’accesso alle risorse naturali. Sovranità alimentare La sovranità alimentare valorizza la produzione locale e il commercio equo, favorendo sistemi alimentari controllati dalle comunità e rafforzando le economie locali. Coinvolgere il pubblico Partecipare attivamente, scegliere cibi sostenibili e comportamenti consapevoli può ridurre la pressione sui sistemi sanitari e ambientali. Relatori e temi Tra gli esperti presenti: Monia Ca...

Meat Ball Day 2026: le polpette da non perdere tra Milano, Brianza e Roma

Etonogenee, trasversali, democratiche. Le polpette sono uno di quei piatti capaci di attraversare culture, territori e stili di cucina senza perdere mai il loro potere consolatorio. Il 9 marzo , in occasione del Meat Ball Day 2026 , diventano il pretesto perfetto per raccontare come un boccone apparentemente semplice possa trasformarsi in manifesto gastronomico, ricordo d’infanzia o gesto identitario. Da Milano a Roma, passando per la Brianza, ecco una mappa golosa per celebrarle come meritano. Milano: tradizione, vegetale e contaminazioni Da Giardì , in zona Centrale, la polpetta cambia paradigma ma non perde comfort. Qui è vegetale, plant-based al 100%, e prende forma nei Mondegreen : legumi, patate e broccoli, con mayo alle erbe. Un piatto che convince vegani, curiosi e onnivori, dentro un ristorante che racconta una cucina internazionale, stagionale e accessibile, senza ideologie ma con molta sostanza. All’estremo opposto, ma con la stessa capacità di rassicurare, Il Mannarino...