Massimo Ghini firma la regia e interpreta l’indimenticabile ruolo di Alberto Sordi in una nuova versione del capolavoro di Dino Risi
Ci sono storie che resistono al tempo, personaggi che non invecchiano mai e risate che, a distanza di decenni, sanno ancora colpire con la stessa forza. Il vedovo, il capolavoro di Dino Risi del 1959, torna oggi a vivere sul palcoscenico in una nuova edizione teatrale, firmata dalla regia di Massimo Ghini.
Un omaggio colto e divertente alla commedia all’italiana, che attraversa i decenni per restituirci, con ironia e lucidità, lo specchio implacabile dei nostri tempi.
Dal grande schermo al palcoscenico
L’adattamento teatrale – curato da Ennio Coltorti e Gianni Clementi – recupera la forma originaria della commedia all’italiana e la trasporta nel presente, rinnovandone ritmo e linguaggio.
In scena, Massimo Ghini veste i panni di Alberto Nardi, l’industriale romano megalomane e disastroso negli affari, ruolo che fu di Alberto Sordi.
Accanto a lui, Galatea Ranzi – interprete di straordinaria eleganza e intensità – restituisce spessore e complessità alla figura della moglie, lucida e implacabile, lontana da ogni cliché.
Completano il cast Pier Luigi Misasi, Leonardo Ghini, Giulia Piermarini, Diego Sebastian Misasi, Tony Rucco e Luca Scapparone, in un affresco corale che oscilla tra cinismo e malinconia, comicità e disincanto.
Le musiche originali di Davide Cavuti e i costumi di Paola Romani impreziosiscono la messa in scena, creando un equilibrio estetico raffinato e coerente.
Un capolavoro che parla al presente
Nel 1959 Dino Risi raccontava un’Italia in bilico tra modernità e cinismo, tra ambizione e ipocrisia. Oggi, quella stessa ironia amara si riflette nella nostra contemporaneità, dove il “mostro sociale” che il regista intravedeva ne I mostri sembra essersi moltiplicato.
Ghini non cerca l’imitazione, ma la trasformazione: il suo Vedovo è un omaggio rispettoso e al tempo stesso una riscrittura viva, dove ritmo teatrale e spirito cinematografico convivono con leggerezza e intelligenza.
La trama: ironia, inganno e una commedia senza tempo
Alberto Nardi è un imprenditore romano tanto ambizioso quanto incapace.
Sposato – probabilmente per interesse – con una ricca donna d’affari, Elvira, vive costantemente assediato dai debiti e dai creditori, bussando alla porta della moglie per ottenere firme, prestiti o salvataggi finanziari.
Lei, lucida e spregiudicata, ha però smesso da tempo di credere in lui e non esita a umiliarlo pubblicamente, chiamandolo “cretinetti” con feroce ironia.
Umiliato e disperato, Alberto escogita piani improbabili per liberarsi della moglie ed ereditarne i capitali, dando vita – insieme ai suoi improbabili complici – a una girandola di situazioni assurde, irresistibili, tragicamente comiche.
Ne nasce un vortice di inganni e malintesi che porta in scena tutto il fascino e la malinconia della grande commedia all’italiana: quella che fa ridere con un nodo alla gola.
Cinema e teatro, una stessa verità
Il Vedovo è più di un adattamento: è una dichiarazione d’amore al cinema di Risi e alla sua capacità di raccontare, con ironia tagliente e compassione umana, la fragilità dei vizi italiani.
Sul palcoscenico, tutto si fa più intimo: il gesto, la parola, lo sguardo tornano a essere vivi, a respirare insieme al pubblico.
Un viaggio tra memoria e attualità, che celebra il valore della nostra eredità culturale e la sua capacità di rigenerarsi nel tempo.
🎟️ Biglietti
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Prestige: € 37,00
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Poltronissima: € 34,00
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Poltrona: € 26,00
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Poltronissima under 26: € 18,00
Un omaggio elegante alla grande commedia italiana
Con la regia di Massimo Ghini e la grazia di Galatea Ranzi, Il Vedovo restituisce al teatro quel sapore di ironia intelligente e di malinconia sottile che solo i grandi classici sanno evocare.
Un’occasione per riscoprire, tra una risata e un sospiro, la meraviglia di un racconto che – oggi come allora – continua a parlare di noi.

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