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L’Orangerie – Le Due Matote conquista il premio “Miglior Novità 2026” della Guida Ristoranti Touring Club Italiano


Ci sono ristoranti che si limitano a nutrire, e altri che sanno creare una storia.

L’Orangerie, a Bossolasco, nel cuore gentile dell’Alta Langa, appartiene senza esitazioni alla seconda categoria. Qui la cucina non è solo tecnica: è memoria, paesaggio, sguardo. È un ponte tra radici lontane che trovano finalmente un equilibrio.

Non stupisce, quindi, che la Guida Ristoranti d’Italia del Touring Club Italiano abbia scelto proprio questo luogo come “Miglior Novità 2026”. Il riconoscimento è arrivato ieri, nella storica sede milanese del Touring, come un applauso che abbraccia lo chef Luca La Peccerella, la proprietà e un team che lavora in punta di piedi, con la delicatezza di chi sa che le cose davvero preziose non hanno bisogno di urlare.

Un ristorante che respira insieme al suo territorio

Chi entra a L’Orangerie sente subito che qui il territorio non è un concetto astratto: è presenza, voce, atmosfera.
Ogni dettaglio – dalla luce che filtra come nelle serre antiche al ritmo lento dell’ambiente – racconta un legame profondo con l’Alta Langa.

La cucina dello chef La Peccerella ne è la naturale continuazione: piatti che profumano di bosco, di orto, di ricordi condivisi. Una creatività elegante, mai sovraccarica, che lascia spazio alla materia prima e a un’estetica essenziale. Una cucina che parla sottovoce, ma arriva lontano.

AEquilibrium: l’incontro di due mondi

La vera magia, però, nasce dall’incontro tra due terre.
Da una parte la morbidezza delle colline piemontesi, con i loro silenzi, le nebbie gentili, la concretezza agricola.
Dall’altra la Campania, che appartiene allo chef e ne accende l’immaginario con luce, sapori mediterranei, solarità.

L’Orangerie è il punto esatto in cui questi mondi si toccano: un AEquilibrium gastronomico che non cerca contrasti, ma armonie. Una voce unica, capace di unire rigore e calore, radici e visione contemporanea.

Il riconoscimento della Guida Touring

Nella sua motivazione, la Guida ha parlato di un ristorante che “sa farsi interprete dell’anima di un luogo”.
È un elogio raro, che va oltre il giudizio sui piatti: racconta di un’identità compiuta, di un progetto che respira di sostenibilità, territorio e talento giovane – i tre pilastri su cui la Guida costruisce la sua nuova edizione.

Un indirizzo da ricordare

Con 2.856 locali selezionati, 573 novità recensite e 285 cucine d’autore, la Guida Touring sceglie L’Orangerie come una delle storie più luminose del 2026.
Un posto che non si limita a essere “nuovo”, ma che sa già apparire necessario.

Perché qui, nell’intimità di Le Due Matote, la cucina diventa emozione pura.
Diventa un viaggio delicato tra due regioni, due sensibilità, due modi di sentire il mondo.
Diventa, soprattutto, un invito: rallentare, ascoltare, lasciarsi sorprendere.

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