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Hello Fresh - Dal digiuno alla birra: 7 falsi miti sull’alimentazione sportiva

Con l’inizio dell’anno nuovo, i buoni propositi spesso includono più movimento e attività fisica. Che si tratti di palestra, corsi strutturati o esercizi quotidiani, aumentare il livello di attività porta con sé inevitabilmente una maggiore attenzione all’alimentazione. Ma quante delle convinzioni che circolano in fatto di nutrizione sportiva sono davvero fondate?

HelloFresh, leader nel settore dei box ricette consegnate a domicilio, ha collaborato con la biologa nutrizionista Silvia Bettocchi, della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, per fare chiarezza su alcuni dei falsi miti più diffusi. Il risultato? Sete di informazioni corrette e consigli pratici per nutrirsi in modo consapevole e sostenibile, senza rinunciare al gusto.

“Molti falsi miti nascono dall’idea che esistano strategie universali, mentre nutrizione e performance dipendono da contesto, obiettivi e caratteristiche individuali. L’equilibrio complessivo della dieta e la continuità nel tempo sono più importanti di soluzioni drastiche o scorciatoie” spiega Bettocchi.

Ecco i 7 punti chiave da conoscere:

  1. Allenarsi a digiuno non fa dimagrire di più
    Sebbene il corpo utilizzi più grassi come carburante a stomaco vuoto, questo non significa che perderai più peso. La chiave resta il bilancio energetico giornaliero: per dimagrire, il dispendio calorico deve superare l’apporto complessivo. Il digiuno può essere una scelta personale, ma non è una strategia obbligatoria.

  2. La dieta vegana può essere sportiva
    Le proteine vegetali, se combinate correttamente, garantiscono tutti gli amminoacidi essenziali. Una dieta vegana ben bilanciata non limita la performance, purché si presti attenzione a micronutrienti come la vitamina B12, fondamentale per energia e salute del sistema nervoso.

  3. La birra post-allenamento non è una bevanda magica
    Anche se contiene carboidrati e polifenoli, l’alcol riduce la sintesi proteica e favorisce la disidratazione. La versione analcolica può reintegrare acqua e sali minerali senza effetti negativi, ma non sostituisce le bevande pensate per il recupero.

  4. Il glutine non peggiora la performance
    A meno di celiachia o sensibilità clinicamente diagnosticata, eliminare il glutine non dà vantaggi sportivi diretti. Talvolta si percepiscono benefici semplicemente perché si riducono alimenti ultra-processati, migliorando la qualità complessiva della dieta.

  5. La “finestra anabolica” non è di soli 30 minuti
    Il periodo post-allenamento durante il quale i muscoli assimilano meglio le proteine può durare ore, fino a 24 ore, soprattutto dopo allenamenti di forza. Meglio concentrarsi sull’apporto proteico giornaliero complessivo. Servizi come HelloFresh aiutano a mantenere costante l’apporto nutrizionale con ricette bilanciate e ingredienti freschi, senza fissarsi su un unico momento.

  6. Lo zucchero non è sempre nemico
    Per chi fa sport intenso, zuccheri e carboidrati semplici servono ai muscoli per ripristinare le scorte di energia esaurite. È il contesto e il timing a fare la differenza, più che l’eliminazione totale.

  7. L’insalata non è il pasto pre-palestra ideale
    Pur essendo leggera e ricca di fibre, può rallentare la digestione e causare gonfiore durante l’esercizio. Un pasto funzionale dovrebbe combinare carboidrati complessi e proteine facilmente digeribili per sostenere performance e resistenza senza appesantire.


In sintesi, l’alimentazione sportiva non segue regole universali, ma principi di equilibrio, varietà e sostenibilità. Con un approccio consapevole, anche i pasti più semplici possono diventare alleati della performance e del benessere quotidiano.

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