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Lovepic: a Venezia l’amore diventa gioco tra Carnevale, mitologia e sapori gourmet

A Venezia, tra Carnevale, San Valentino e Olimpiadi Invernali, lo chef Alessandro Borghese trasforma il suo ristorante AB – Il lusso della semplicità in un palcoscenico sospeso tra leggenda, arte e gastronomia. Nella storica cornice di Cà Vendramin Calergi, affacciata sul Canal Grande, l’amore, la passione e la creatività diventano un’esperienza sensoriale senza tempo.

La proposta speciale “Lovepic – Gioco d’amore” fonde romanticismo, tradizione veneziana e spirito olimpico, tra maschere carnevalesche, ghirlande profumate e la nuova mostra temporanea “Sapori Urbani” dell’artista Cibo.

Carnevale 2026: Ludi Veneziani

In concomitanza con il Carnevale di Venezia e le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, Borghese celebra la mitologia con il tema Olympus – Alle origini del gioco. Come nei tornei festosi dell’antica Serenissima, il menu degustazione Ludi Veneziani gioca con sapori e consistenze: finta oliva di tzatziki ricoperta di gel di oliva, foglia di vite con riso acidulato e orata, pita con bottarga, miele e fichi secchi, fino a una sorprendente meringa di lievito con caprino affumicato, sarda e malto d’orzo. Un amuse-bouche che trasporta gli ospiti nel cuore delle celebrazioni veneziane fino al 17 febbraio.


San Valentino 2026: Il bacio di Galatea

L’amore diventa sfida e passione nella storia di Aci e Galatea, eroi della mitologia greca, protagonisti dello speciale dessert Il bacio di Galatea. Composto da caffè, cioccolato, banana e noce pecan, il dolce celebra il coraggio, la lealtà e la dedizione dei sentimenti. Disponibile solo sabato 14 febbraio, a pranzo e cena, il dessert accompagna un’esperienza romantica completa: ogni coppia riceverà anche una polaroid ricordo, suggellando l’amore in uno dei contesti più suggestivi al mondo.

Sapori Urbani: arte, cibo e riflessione

Fino al 22 febbraio, il locale si veste di colori, simboli olimpici e maschere carnevalesche, creando un’atmosfera epica. Le pareti ospitano la mostra temporanea di Pier Paolo Spinazzè, in arte Cibo, che interpreta il cibo come linguaggio visivo e culturale, tra ironia, denuncia sociale e riflessione sui temi del cambiamento climatico, delle risorse e della memoria collettiva. Le opere, acquistabili anche online su Tabor Art, dialogano con la convivialità del ristorante, trasformando il pasto in un’esperienza multisensoriale e consapevole.


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