Eataly Milano Smeraldo diventa CASA: Giotto Calendoli interpreta il cibo tra arte e design al FuoriSalone 2026
“Amore, hai mangiato?”: una frase semplice e universale diventa il filo conduttore di CASA, progetto che non si limita a “ospitare” l’arte, ma costruisce un percorso esperienziale a quattro mani. Eataly mette a disposizione la propria materia prima – il cibo, la cultura gastronomica e le storie che abitano le tavole italiane – e Giotto Calendoli le trasforma in una casa di ricordi, tradizioni e gesti condivisi.
L’installazione invade gli spazi del punto vendita e la facciata dell’edificio, interpretando il tema Materiae, scelto da INTERNI per il FuoriSalone 2026. Il termine latino, ricco di sfumature, richiama materiali, discipline e argomenti, evocando la complessità del progetto contemporaneo e la naturale propensione del design all’ibridazione tra linguaggi e significati.
In CASA, il cibo diventa linguaggio visivo e simbolico. Gli spaghetti Eataly Icons, trasformati dall’artista in un oggetto di design in edizione limitata, si fanno contenitore di storie, pensieri ed emozioni. La quotidianità si fa esperienza collettiva: la cura, la condivisione, l’accoglienza e i rituali familiari assumono valore estetico e culturale, raccontando senza nostalgia il tempo che scorre e le abitudini che si tramandano.
Giotto Calendoli, nato nel 1989 e basato a Milano, fonde moda, arte, design e imprenditoria digitale in una ricerca multidisciplinare che intreccia tradizione napoletana, tecniche DIY e lettering. Fondatore di Handle With Freedom (HWF), Calendoli sviluppa progetti relazionali e workshop che promuovono collaborazione, creatività sostenibile e innovazione. Con mostre, interventi su edifici, collezioni di homeware e moda, l’artista porta avanti una visione contemporanea dell’artigianalità, con una forte capacità di connettere estetica e narrativa, arte e comunità.
Con CASA, Eataly Milano Smeraldo si conferma luogo di contaminazione culturale e design, un “habitat” dove il cibo diventa arte e il design si fa esperienza condivisa: una casa simbolica, in cui ognuno può riconoscersi e ritrovare le proprie storie, trasformando la tavola in teatro, e il gesto quotidiano di nutrirsi in atto creativo e relazionale.

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