All’ Opera di Santa Pelagia il cambio di chef non è una sterzata, ma un’evoluzione. La nuova guida della cucina è Marta Moraglio , ligure di nascita e torinese d’adozione, classe 1996, chiamata a dare una voce più ampia e personale a un progetto che già dialoga con la miscelazione e con un’idea di bistrot contemporaneo . Il risultato è una cucina che resta italiana nella grammatica, ma allunga il passo verso il mondo, tra acidità misurate, BBQ , suggestioni asiatiche e sudamericane, e un lavoro sul vegetale tutt’altro che ornamentale. Il contesto è quello di via San Massimo, a Torino , dove l’Opera di Santa Pelagia continua a muoversi su tre tempi: aperitivo, pranzo e cena. A pranzo la proposta rimane agile e democratica (menu da 20 e 28 euro), ma già racconta una mano sicura: la lasagnetta artigianale con fonduta di toma di Cascina Rosoleto e alloro è un piatto rassicurante, mentre le Sante Tentazioni vegetali – come il cavolo cappuccio cotto a bassa temperatura con acciughe e no...
Magazine digitale di esperienze, sapori e viaggi – Articoli creati da Michela Rossi, autrice di Cucino in casa