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Donne che guidano, creano e fanno crescere i ristoranti italiani

Chef, imprenditrici, direttrici di sala, manager. Sono le donne che guidano, organizzano, creano e fanno crescere i ristoranti che raccontiamo ogni giorno. Abbiamo scelto di dare spazio a loro, che attraverso il lavoro, le idee e la presenza concreta portano avanti i loro progetti, trasformando il cibo in cultura, accoglienza e passione.

Antonella Ricci – La tradizione che si rinnova

Figlia d’arte e figlia della Puglia, Antonella Ricci ha trasformato il ristorante di famiglia, Al Fornello da Ricci, in un’istituzione stellata da oltre trent’anni. Laureata in Scienze Economiche e Bancarie, Antonella sceglie presto la cucina come vocazione e si forma alla prestigiosa Scuola Paul Bocuse di Lione. Dopo esperienze internazionali e l’insegnamento in ALMA, la scuola fondata da Gualtiero Marchesi, Antonella porta la tradizione pugliese in un dialogo creativo con spezie e suggestioni orientali insieme al marito Vinod Sookar. Oggi, con l’apertura di Ricci Osteria a Milano e le apparizioni televisive in Food Network e È sempre mezzogiorno, Antonella è simbolo di una leadership femminile che sa innovare senza perdere le radici.

Monica Robaldo – L’eleganza della sala

A Courmayeur, Pierre Alexis 1877 è un ristorante dove la cucina contemporanea racconta la montagna con precisione e cura. Monica Robaldo, anima della sala dal 2012, coordina con discrezione e sensibilità un servizio che completa l’esperienza gastronomica. Con Stefano Alessandro Marchetto, chef e marito, e i figli gemelli Liam ed Egon, Monica rappresenta il volto umano di un’impresa familiare solida, dove ogni ospite è accolto come parte di una storia che si tramanda di generazione in generazione.

Costanza Zanolini – L’imprenditorialità creativa

A Milano, Costanza Zanolini è la mente dietro il Gruppo Seguilabocca, che ha portato in città format innovativi come Mezè – Lubnani delights, Maido! e Amuse Bouche. La sua visione imprenditoriale unisce gusto, cultura e convivialità, trasformando lo street food in esperienze identitarie e originali. Affiancata da Daniela Giustino, Costanza dimostra che la differenza di approccio – istintivo e visionario da un lato, strategico e operativo dall’altro – diventa una forza che porta i progetti dalla teoria all’azione concreta.

Ilaria Grando – L’ospitalità come arte

Dietro il riconoscimento Michelin 2026 di Rezzano Cucina e Vino c’è anche Ilaria Grando, milanese autentica, ex event manager, oggi cuore pulsante della sala. Con Matteo Rezzano e lo chef Jorg Giubbani, Ilaria ha guidato la trasformazione del ristorante in una proposta fine dining elegante e accessibile, valorizzando territorio e relazioni umane. Nel 2025 riceve il Premio Ospitalità di Tavole DOC Liguria, a conferma della sua capacità di far vivere l’arte dell’accoglienza.


Giorgia Proia – La pasticceria come design emozionale

Architetto di formazione, Giorgia Proia ha costruito la sua “casa” tra burro, farina e dolci: Casa Manfredi a Roma è un luogo dove estetica e artigianalità si incontrano. La sua pasticceria non cerca lo stupore fine a sé stesso, ma la perfezione silenziosa dei gesti ben fatti, trasformando ogni croissant e ogni dolce in un’opera riconoscibile e coerente. La sua leadership femminile combina disciplina, empatia e creatività, confermando che l’innovazione nasce anche dal rigore.

Elisabetta Guaglianone – La cucina come racconto del territorio

A Trastevere, Elisabetta Guaglianone di Proloco Trastevere trasforma la cucina romana in un atto culturale, puntando su filiera corta, materie prime locali e una visione autentica della tradizione. Ogni piatto nasce da studio e consapevolezza, senza folklore o nostalgia, restituendo alla città un’identità gastronomica concreta e contemporanea. Con la sua guida, Proloco diventa un presidio gastronomico dove il territorio parla chiaro e con coerenza.


Giorgia Ozzano – L’Italia autentica oltre i confini

Classe 1987, Giorgia Ozzano ha intrapreso la ristorazione a Amsterdam, portando l’Italia autentica attraverso il suo ristorante Giò Cucina Italiana e il format AMO by Giò. Dalla selezione di materie prime italiane alla preparazione al momento, Giorgia racconta una filosofia di qualità e attenzione al dettaglio. Il suo percorso imprenditoriale dimostra come passione, cultura e lavoro possano trasformare il cibo in esperienza, ovunque nel mondo.




Queste sette donne sono la prova concreta che la ristorazione italiana non è solo cucina: è visione, gestione, empatia e capacità di creare relazioni. Sono loro a guidare, organizzare e innovare, portando avanti progetti con coraggio, professionalità e cuore.

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